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Fauna d'Italia - Norme per gli Autori

La "Fauna d'Italia" ha lo scopo di offrire agli studiosi un mezzo per riconoscere e determinare gli animali viventi nel nostro Paese, fornendo le notizie fondamentali riguardanti la loro geonemia, ecologia ed etologia.
La collana è diretta da un Comitato Scientifico costituito da dieci membri nominati pariteticamente dall'Accademia Nazionale di Entomologia e dall'Unione Zoologica Italiana.
Ciascun volume della "Fauna" potrà essere dedicato a un qualsiasi raggruppamento sistematico di sufficiente estensione. In casi particolari, ed a riguardo di gruppi molto vasti, sarà consentita una trattazione che giunga alla discriminazione e alla trattazione del soli generi o addirittura delle sole famiglie. È prevista anche la pubblicazione di cataloghi faunistici.
II Comitato Scientifico affida la realizzazione dei volumi della "Fauna" a studiosi di sicura competenza in materia. Per ogni volume il Comitato Scientifico nomina un redattore scientifico responsabile, informandone l'autore il quale è tenuto a sottoporgli il dattiloscritto, completo della parte iconografica. I dattiloscritti devono essere redatti tenendo conto dello scopo a cui tende la "Fauna" e con le modalità sotto specificate. Il Comitato Scientifico, al quale i dattiloscritti dovranno essere inoltrati, si riserva di consigliare agli Autori quelle modificazioni dei loro scritti che esso riterrà opportune, onde mantenere, fra l'altro, la necessaria omogeneità fra le varie parti dell'opera. In caso di dissenso, il suo giudizio sarà inappellabile.
Il territorio nei cui limiti la fauna terrestre e dulciacquicola va contenuta comprende l'Italia continentale e le isole entro i confini geografici del Paese (cfr. L'Italia fisica. Conosci l'Italia, VI, T.C.I.: 12-13, fig. 2 (1957)). È consentito agli Autori, qualora lo ritengano utile per una più completa trattazione, di considerare anche territori extraitaliani entro limiti biogeograficamente significativi per la fauna italiana. Per la fauna marina è raccomandato di considerare tutte le specie viventi nel Mediterraneo (dal piano sopra-litorale a quello batiale) anche se le specie non siano state ancora segnalate per i mari italiani. In ogni caso le specie considerate, ma non ancora segnalate per la fauna italiana, saranno contrassegnate con un asterisco nelle chiavi dicotomiche. Nella trattazione è sommamente raccomandabile porre in evidenza, per le singole specie (e per i van taxa superiori), le lacune delle nostre conoscenze, sotto ogni riguardo.
Si raccomanda il rigoroso rispetto del Codice di Nomenclatura Zoologica.
Non sono ammesse, nei volumi della "Fauna", descrizioni di nuovi taxa.

Articolazione dei volumi
Ogni volume comprenderà una parte generale e una parte speciale.
PARTE GENERALE
La parte generate, preceduta dall'indice e da una breve introduzione, sarà di norma articolata nei seguenti capitoli, eventualmente suddivisi in paragrafi:
- DIAGNOSI. Definizione del gruppo trattato e suo inquadramento nel sistema zoologico.
- CENNI STORICI, riguardanti l'evoluzione degli studi sistematici sul gruppo trattato.
- MORFOLOGIA. Descrizione delle caratteristiche morfologiche esterne (con particolare riguardo a quelle maggiormente utilizzate nella sistematica) e, se necessario, cenni su quelle interne. Qualora possibile, caratteristiche generali degli stadi di sviluppo.
BIOLOGIA ED ETOLOGIA
ECOLOGIA
DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA
CENNI DI PALEONTOLOGIA, FILOGENESI E CLASSIFICAZIONE
RAPPORTI CON L'UOMO
TECNICHE
In questi sei capitoli verranno date solo sintetiche notizie di carattere generale.
PARTE SPECIALE
La parte speciale è dedicata alla trattazione dei generi e delle specie e, se del caso, di taxa superiori (es: famiglie, tribù). Per i taxa superiori al genere debbono essere dati sinteticamente i caratteri diagnostici, seguiti - se del caso - da una chiave dicotomica in lingua italiana e in lingua inglese per la discriminazione dei taxa immediatamente inferiori, compresi nel taxon consi-derato.
Per tutte le chiavi dicotomiche che portano alla discriminazione di taxa superiori alla specie, accanto al nome di ciascun taxon andrà indicata, fra parentesi, la pagina a cui inizia la trattazione particolareggiata del taxon stesso. Es.: Dytiscus (pag. 435).
Per la trattazione dei generi occorre seguire di norma le seguenti modalità.
a) Nome del genere, seguito dat nome dell'Autore che l'ha proposto e dalla data di descrizione, preceduta da una virgola. Es.: Gen. Hygrotus Stephens, 1828.
b) Sinonimia, se del caso.
c) Typus generis. Es.: Dytiscus inaequalis Fabricius, 1777.
d) DIAGNOSI. Seguita, se del caso, da sintetiche considerazioni generali su: affinità, numero di specie, ecologia, distribuzione geografica.
e) CHIAVE DELLE SPECIE, in lingua italiana e in lingua inglese.
Per la trattazione delle specie seguire di norma le seguenti modalità.
a) Nome della specie, preceduto da un numero d'ordine, progressivo nell'ambito del genere. Es.: 3. Cnetha cryophila (Rubzov, 1962)
b) Sinonimia e bibliografia essenziali, cosi redatte:
Eusimulium cryophilum Rubzov, 1962: 333; Knoz, 1965: 24.
Simulium (Eusimulium) brevicaule Davies, 1966: 442.
Eusimulium cryophilum couverti Rivosecchi, 1967: 218.
Se la specie è politipica, la sinonimia dev'essere data, separatamente, anche per ciascuna sottospecie.
c) LOCUS TYPICUS. Anche per le eventuali sottospecie.
d) DESCRIZIONE. Sintetica e comparativa. Se la specie è politipica, al termine della descrizione dare la chiave delle sottospecie, in lingua italiana e in lingua inglese. Le descrizioni debbono essere originali (quando per una specie non si potrà disporre di materiale, si riporterà, la descrizione di altro Autore, citandone esplicitamente nome e pubblicazione), impostate sull'uso di una precisa nomenclatura morfologica e condotte procedendo razionalmente, nell'enorme generalità dei casi, in senso cefalico-caudale. I riferimenti alle figure e, rispettivamente, a pagine diverse del testo, vanno fatti come segue: (fig. 5), (figg. 5-7), pag. 34.
e) STADI DI SVILUPPO. Breve descrizione, qualora siano conosciuti.
f) NOTIZIE ECOLOGICHE ED ETOLOGICHE. Fornire i dati essenziali su: ambienti frequentati, limiti altitudinali, fenologia, regime alimentare, ciclo biologico, comportamento.
g) DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA. Prima quella generale, in forma sintetica, poi quella italiana più particolareggiata, ma senza dare di regola un elenco di tutte le località note per la specie. Nel caso di citazioni di località inedite è opportuno farle precedere da asterisco. L'eventuale indicazione delle regioni va fatta nell'ordine e usando le abbreviazioni seguenti:
Friuli-Venezia Giulia - Fr. Ven. G.
Veneto - Ven.
Trentino-Alto Adige - Tr. A.A.
Lombardia - Lomb.
(Canton Ticino) - (Tic.)
Piemonte - Piem.
Valle d'Aosta - V.A.
Liguria - Lig.
Emilia-Romagna - Em. R.
Toscana - Tosc.
Umbria - Um.
Marche - Mar.
Lazio - Laz.
Abruzzi - Abr.
Molise - Mol.
Campania - Camp.
Puglia - Pu.
Basilicata - Bas.
Calabria - Cal.
Sicilia - Sic.
Sardegna - Sard.
(Corsica) - (Cors.)
h) OSSERVAZIONI. In questo paragrafo, qualora se ne ravvisi la necessità, possono essere inserite notizie che l'autore ritenga utili per una migliore conoscenza della specie e che non possono trovare posto nei paragrafi precedenti.
Per i gruppi zoologici che offrano eventuali problemi speciali (per esem-pio stadi giovanili sufficientemente conosciuti e meritevoli di trattazione par-ticolareggiata, forme galligene e minatrici etc.) il Comitato Scientifico si riserva di definire con l'Autore le modalità di trattazione.

Preparazione dei dattiloscritti
I dattiloscritti vanno preparati su singola facciata a spazio doppio e con adeguato margine laterale (30 righe di circa 60 battute).
I volumi della "Fauna" prevedono l'impiego di tre corpi di stampa:
a) normale, per il testo;
b) intermedio, per le chiavi;
c) minore, per le note e le sinonimie.
L'Autore dovrà indicare con una linea verde sul lato sinistro del testo il corpo intermedio (b) e con una linea rossa il corpo minore (c).
I nomi latini di genere, di specie e di sottospecie, nel testo, nelle sinonimie e nelle note vengono stampati in corsivo (una sottolineatura). I nomi degli autori (sia quelli che seguono il nome di ogni taxon, sia quelli citati nel testo) vengono stampati in carattere tondo e quindi non debbono essere sottolineati né dattiloscritti in maiuscolo. Tra il nome dell'autore e l'anno sarà interposta una virgola. I nomi di genere e di specie nei titoli e nelle chiavi vengono composti in neretto (una sottolineatura ondulata).
Esempio:
Gen. Metacnephia Crosskey, 1969
1. Metacnephia nuragica Rivosecchi, Raastad & Contini, 1975
L'indicazione abbreviata del rango di taxa sopraspecifici deve essere fatta nella seguente maniera:
Ord. = ordine
Fam. = famiglia
Gen. = genere
Tribù = tribù
Gruppo = gruppo
Eventualmente anteporre Super (Superfam. = superfamiglia) o Sub (Su-bord. sottordine). Tutti questi termini vengono stampati in tondo e non debbono, quindi, essere sottolineati. I nomi dei taxa superiori al genere vengono composti in maiuscolo chiaro (stesso corpo per tutti) e debbono essere sottolineati tre volte.
Il titolo delle chiavi e quelli dei paragrafi (es. Diagnosi, Descrizione, Osservazioni) vengono composti in maiuscoletto (sottolineati due volte).
Per l'indicazione delle dicotomie nelle chiavi seguire il seguente esempio:
CHIAVE DELLE SPECIE
1. Dattilo dei gnatopodi del II paio con una serie di setole dorsali...................2
- Dattilo del gnatopodi del II paio con una sola setola dorsale ...................6
2. Dattilo dei gnatopodi del I paio con una serie di setole dorsali ...................8. sodalis G. Karaman & Ruffo (*) (**)
- Dattilo dei gnatopodi del I paio con una, raramente due setole dorsali ...................3
3. Piastre epimerali del III paio con l'orlo posteriore liscio ...................4
- Piastre epimerali del III palo con l'orlo posteriore denticolato ...................5
4. Basipoditi del pereiopodi del V-VII paio con un distinto lobo postero- inferiore ...................1. hirondellei Chevreux
- Basipoditi dei pereiopodi del V-VII paio senza distinto lobo postero- inferiore ...................2. grossimana (Montagu)
5. Piastre epimerali del III paio con l'orlo inferiore denticolato. Lobi del telson con due denti apicali ...................4. schieckei G. Karaman & Ruffo
- Piastre epimerali del III paio con l'orlo inferiore liscio. Lobi del telson con più di due denti apicali ...................3. pachytelson G. Karaman & Ruffo
Nelle chiavi le specie vengono indicate con il solo nome specifico, senza quello del genere.
(*) II nome della specie è preceduto dal numero d'ordine che la contraddistingue nella successiva trattazione (v. esempio al paragrafo dedicato alla trattazione delle specie).
(**) I cognomi degli autori non devono mai essere preceduti dall'abbreviazione del nome, salvo quando esistono due autori con lo stesso cognome. Es.: Stanko Karaman, Gordan Karaman; Oronzo Gabriele Costa, Achille Costa.

Bibliografia
La bibliografia va preparata nel seguente modo:
BERTHELEMY C. & STRAGIOTTI B., 1965. - Etude taxonomique de quelques larves de Limnius et de Riolus s.l. européens (Coléoptères Elminthidae). Acta hydrobiol. hydrograph. protistol., 25: 501-517.
BERTOLINI S., 1872-76. - Catalogo sinonimico e topografico dei Coleotteri d'Italia. Cenniniana, Firenze: 1-236.
La bibliografia, che includerà tutti e soli i titoli citati nel testo, riporterà in ogni caso le opere fondamentali in materia e quelle particolarmente interessanti per la fauna italiana.
Qualora la bibliografia includa più di un lavoro del medesimo autore, in tutti i lavori successivi al primo il nome dell'autore è sostituito da un trattino (-). Per lavori del medesimo autore e del medesimo anno, la data, a partire dal secondo titolo, sarà contraddistinta con lettera minuscola, in ordine alfabetico. Ad esempio:
GOIDANICH A., 1943. Contributi alla conoscenza etc....
- 1943a. - Due sottogeneri di Mulsant...
Per la bibliografia Si raccomanda di adottare sempre i numeri arabi. Per la citazione del periodici si raccomanda di seguire la "World List of Scientific Periodicals published in the Years 1900-1960" (IV Edizione).

Preparazione delle illustrazioni
Le figure, fin che possibile originali e ricavate da esemplari italiani, dovranno essere accuratamente eseguite dagli Autori con inchiostro di China (nei rari casi in cui risultino preferibili, saranno ammesse fotografie), ad una grandezza che ne permetta una chiara riproduzione e con l'indicazione della scala d'ingrandimento. Formato massimo dei disegni cm 36x45.
Prima di procedere alla realizzazione dell'intera iconografia, gli Autori sono invitati a sottomettere al Comitato Scientifico un primo campione dei disegni, per una verifica della congruità dello stile adottato con quello della collana.
Le figure debbono essere numerate progressivamente in cifre arabe. Quando la figura si compone di vari disegni, l'Autore è tenuto a presentarla già composta; in questo caso i singoli disegni vanno contraddistinti con lettere minuscole di dimensioni adeguate. Sara bene figurare per intero un rappresentante di ciascun genere.
Su ciascuna figura l'Autore e tenuto a indicare a matita il numero progressivo. Le didascalie relative debbono essere scritte su fogli a parte e contenere l'indicazione della località dell'esemplare figurato.
Sul dattiloscritto deve essere indicata la posizione approssimativa di inserimento delle figure.

Indice analitico
L'indice analitico, redatto in scrupoloso ordine alfabetico, comprenderà tutti i nomi di rango generico e specifico citati nel testo (utilizzando il carattere tondo per i nomi validi e il corsivo per i sinonimi) e tutti i nomi di rango Sopragenerico (in maiuscoletto quelli validi, in maiuscoletto corsivo i sinonimi).
I nomi specifici verranno fatti seguire dal relativo nome generico, con interposizione di una virgola. In caso di omonimia tra un nome valido e un altro nome, sinonimo di un altro taxon, si specificheranno i rispettivi autori.
A ciascun nome, introdotto secondo le indicazioni date, seguiranno una virgola e quindi, separate da altre virgole ed in ordine progressivo, le indicazioni di tutte le pagine in cui è citato il nome in oggetto; le pagine in cui il taxon in questione è illustrato vengono indicate in corsivo. Esempi:
Carabus, 5, 74, 93
Hirudo L., 33, 41
Hirudo Moqu. - Tand., 39
niger L., Carabus, 245
niger F., Carabus, 643
sulphureus, Harpalus, 211
viridis, Malachius, 546
viridis, Pterostichus, 43
Pseudophonus, 333
Si raccomanda di redigere con analoghi criteri, ove opportuno, un indice analitico separato per tutti i taxa citati estranei al raggruppamento oggetto della monografia (parassiti, piante nutrici, etc.).

Nota conclusiva
Per tutti i punti non contemplati esplicitamente da queste istruzioni, si consiglia di riferirsi ai più recenti volumi pubblicati e, in ogni caso, di consultare il Comitato Scientifico.

Riepilogo delle sottolineature da usare nei dattiloscritti
Corpo intermedio (delle chiavi) = linea verde a lato del testo.
Corpo minore (delle note e delle sinonimie) = linea rossa a lato del testo.

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